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INPS chiarisce le regole per le agevolazioni contributive nelle zone montane e svantaggiate

Importanti novità per le imprese agricole che beneficiano delle riduzioni contributive previste per le zone montane e svantaggiate. L’INPS ha fornito nuovi chiarimenti sulle condizioni necessarie per mantenere il diritto alle agevolazioni, confermando un orientamento favorevole al settore ma precisando alcuni obblighi fondamentali.

L’accesso alle riduzioni resta vincolato al rispetto delle cosiddette “norme sul collocamento”, previste dalla legge n. 67/1998. L’INPS ha chiarito che tale espressione va interpretata in senso restrittivo, riferendosi esclusivamente alle regole che disciplinano l’instaurazione del rapporto di lavoro e non alla gestione successiva dello stesso.

Tra le violazioni che possono determinare la perdita dell’agevolazione rientrano:

  • mancata comunicazione di assunzione;
  • inosservanza delle norme sul collocamento obbligatorio dei lavoratori con disabilità;
  • assunzione di cittadini stranieri privi dei necessari titoli di soggiorno;
  • somministrazione fraudolenta di manodopera, appalti non genuini, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

L’INPS precisa, inoltre, che la decadenza dal beneficio opera soltanto nei confronti dei lavoratori coinvolti nella violazione e limitatamente ai periodi interessati. In questi casi, l’azienda sarà tenuta a versare la contribuzione ordinaria, oltre alle eventuali sanzioni civili previste dalla normativa vigente.

Parallelamente, l’Istituto ricorda che per tutte le altre agevolazioni contributive, come i bonus occupazionali per giovani, donne e categorie svantaggiate, continuano ad applicarsi le condizioni generali previste dalla legge: regolarità contributiva, rispetto delle norme sul lavoro e applicazione dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative.

Un ulteriore elemento di novità arriva dal D.M.del 22 giugno 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 luglio scorso, che individua le violazioni considerate ostative alla fruizione dei benefici contributivi e normativi. Il provvedimento stabilisce periodi di esclusione variabili da 3 a 24 mesi, in funzione della gravità delle infrazioni accertate in via definitiva, con particolare attenzione ai reati in materia di sicurezza sul lavoro, caporalato e impiego irregolare di lavoratori stranieri.

Le nuove indicazioni forniscono quindi un quadro più chiaro per le imprese agricole, chiamate a prestare particolare attenzione alle procedure di assunzione e alle norme sul collocamento per evitare la perdita delle importanti agevolazioni previste per le aree montane e svantaggiate.

 

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