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Attuazione del Fondo per la sovranità alimentare approvati i criteri e le modalità per l’erogazione dei contributi

La Conferenza Stato Regioni ha raggiunto l’intesa relativamente allo schema di decreto ministeriale che prevede i criteri e le modalità di attuazione del Fondo per la sovranità alimentare.

Come si ricorderà il Fondo, istituito con la legge di bilancio 2023 e si avvale di una dotazione di 100 milioni di euro complessivi, 25 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2026. Il Fondo è utilizzato al fine di rafforzare il sistema agricolo e agroalimentare nazionale, “anche attraverso interventi finalizzati alla tutela e alla valorizzazione del cibo italiano di qualità, alla riduzione dei costi di produzione per le imprese agricole, al sostegno delle filiere agricole, alla gestione delle crisi di mercato, garantendo la sicurezza delle scorte e degli approvvigionamenti alimentari.”

Ora il Ministero ha proposto uno schema per l’utilizzo delle risorse che sono così ripartite come segue annualmente tra le filiere beneficiarie:

– mais: 8 milioni di euro;

– proteine vegetali (legumi e soia): 5 milioni di euro;

– frumento tenero: 4 milioni di euro;

– orzo: 3 milioni di euro;

– carni bovine (linea vacca-vitello e carni bovine SQNZ): 5 milioni di euro.

Beneficiari

I contributi spettano ai soggetti che hanno sottoscritto entro il termine della scadenza della domanda – direttamente o attraverso cooperative, consorzi od OP riconosciute di cui sono soci – contratti di filiera di durata almeno triennale.

Importo degli Aiuti

Gli importi degli aiuti – concessi in de minimis e, per le coltivazioni, sino ad un massimo di 50 ettari – sono così determinati:

– mais: 400 eur/ha;

– proteine vegetali (legumi e soia): 250 eur/ha;

– frumento tenero: 300 eur/ha;

– orzo: 200 eur/ha;

– linea vacca-vitello: 100 eur/capo presente in azienda che si impegna ad allevare bovini da carne o a duplice attitudine nel rispetto della linea “vacca vitello” dalla nascita fino all’età di almeno 8 mesi;

– carni bovine SQNZ: 40 eur/capo in azienda che si impegna ad allevare bovini secondo un disciplinare SQNZ dalla nascita fino all’età di almeno 6 mesi.

Gli importi unitari in realtà in caso di incapienza vendono determinati in base al rapporto tra fondi disponibili e superfici/capi richiesti.

L’Intesa in Conferenza Stato Regioni è stata raggiunta con la raccomandazione di tenere in considerazione alcuni aspetti ed in particolare (v. allegato 2 – posizione della Conferenza delle Regioni e PPAA) la richiesta di estendere gli aiuti per la carne bovina anche ai capi certificati DOP ed IGP.

Ora andrà verificato se il Masaf riterrà opportuno o meno considerare tale raccomandazione.

Di particolare rilievo la previsione che limita gli aiuti ad ettaro per le coltivazioni ai soli impegni di coltivazione “incrementali” rispetto alla media delle superfici dichiarate in domanda unica negli ultimi tre anni. Una misura evidentemente finalizzata ad incentivare solo gli aumenti di superficie destinata alle coltivazioni ammissibili.

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