Per il carburante agricolo acquistato nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026
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Partecipazione al “Mercato della Terra” del Festival diffuso dell’Agroalimentare – 18, 19 e 20 settembre 2026.
Aggiornamento autorizzazioni usi di emergenza
Più attenzione all'ovicaprino
Vittorito, 7 - 8 agosto 2026
Circolare n. 1 al Gruppo di lavoro Progettazione
Agosto traina le presenze
Il metodo Chiuchiarelli è un modello di concretezza per il futuro
In data 4 agosto us, è stata convocata la prima riunione operativa della Task Force sulla questione dazi UE/USA.
Alla riunione hanno partecipato le principali associazioni di categoria nazionali interessate dal tema, vale a dire circa 150 rappresentanti di tutti i settori.
Rispetto alla nota di questa area sullo stesso tema inviata sabato 2 agosto us, non i sottolineano grandi novità.
Nel dettaglio:
– è stato confermato il dazio minimo al 15% che sarà applicato ai prodotti provenienti dalla UE a partire dalle 00.00 dell’8 agosto. Il dazio non è aggiuntivo: i prodotti quindi che, al 31 marzo, avevano un dazio inferiore al 15% andranno al 15%, mentre quelli con un dazio superiore al 15% non subiranno modifiche. Si ricorda che i dazi definiti in seguito al Liberation day del 2 aprile us, sono dazi aggiuntivi che vanno ora sottratti e sostituti con il 15%. Quindi: i prodotti che al 31 marzo entravano negli USA a dazio 0 vanno quindi al 15%, mentre i prodotti che al 31 marzo entrano con un dazio del 20% rimangono al 20%.
– Shipping clause: confermato che alle merci con bolla doganale recante data che non va oltre le 23.59 del 7 agosto e sdoganate entro il 5 ottobre pv dalle autorità USA, si applica il dazio in vigore ora, vale a dire il dazio al 1 gennaio 2025 cui si aggiunge il 10% del Liberation day. Ad esempio, ad un prodotto che al 1° gennaio entrava con dazio del 15% , cui si aggiunge il 10% del dazio del 2 aprile, per un totale di 25%, se spedito prima dell’8 agosto – e sdoganato entro il 5 ottobre pv – si applica un dazio del 25%.
Per un prodotto invece che al 1° gennaio entrava in USA a dazio 0 e che dopo il Liberation day era al 10%, se spedito entro il 7 agosto, continua ad avere un dazio del 10%. Se spedito l’8 agosto, invece, entrerà negli USA con un dazio del 15%;
Direzione Relazioni UE e internazionali
– I negoziati continuano per definire gli aspetti tecnici: il negoziato con la UE non è il solo che l’amministrazione USA sta portando avanti, per cui ci si aspettano tempi lunghi, sicuramente dopo l’estate, per riuscire ad avere i primi, sicuri, dettagli tecnici.
– Le contromisure UE: oggi è partita la procedura di urgenza, con la quale la Commissione chiede agli Stati membri il posticipo di sei mesi dell’entrata in vigore delle contromisure UE nei confronti dei dazi USA a data da destinarsi. Tale posticipo deve essere ratificato entro 14 giorni dagli Stati membri e si direbbe scontato.
Varie- domande sollevate
– È stato chiesto se i prodotti con “valore intrinseco” vale a dire quei prodotti europei che contengono prodotti USA superiore al 20% o funzionali per gli USA potrebbero avere una riduzione di dazio.
o Risposta: Non sembra il caso: ad ora nell’Executive Order del presidente Trump non sono previste decurtazioni, come invece avviene ora. A rigor di logica potrebbe tuttavia tale principio potrebbe rimanere invariato ma ancora non vi sono certezze;
– Il Presidente PONTI di Federvini ha chiesto dazio 0-0 per spirits (come da Intesa UE/USA del 1997), vini ed aceti: ad ora non vi sono informazioni in merito;
– Eventuali esenzioni generalizzate per prodotti ad indicazione geografica protetta, GIs che gli USA non producono e quindi sono “unici”
o Risposta: Non se ne parla ad ora almeno poco verosimile una tale ipotesi applicata in maniera così generalizzata.
– A proposito di esenzioni (richieste sono pervenute praticamente da ogni settore) il presidente Trump non ama le esenzioni perché ritiene che nel suo mandato Trump I l’amministrazione abbia apportato modifiche agli accordi vanificandoli proprio con esenzioni su vasta scala;
– Fare lobbying con le nostre controparti USA per arrivare alle esenzioni è essenziale per far comprendere la strategicità di alcune merci.
– Unione Italiana Vini ha evidenziato come il dazio al 15% per i nostri vini espone alla concorrenza di altri Paesi terzi che hanno dazi inferiori. In luogo della clausola “zero x zero” ipotizza come possibile punto di caduta del negoziato attestarsi sul livello tariffario pari alla aliquota della nazione più favorita, Most Favourite Nation, applicabile reciprocamente;
– Federprima (Assocarni, Italmopa, Assalzoo) ha evidenziato i rischi per l’export italiano di farine ed ha chiesto conferma del regime agevolato di cui godrebbero le esportazioni USA verso la UE di alcune commodities (in primis soia).
Direzione Relazioni UE e internazionali
Come Confagricoltura abbiamo preso la parola chiedendo precisazioni sulla shipping clause così sulla possibilità di verificare codice per codice le modifiche dei dazi su ogni prodotto agricolo. Il testo di riferimento è il corrispondente del TARIC statunitense. Inoltre, abbiamo auspicato una serie di trattamenti specifici basati su contingenti tariffari a dazio zero analogamente a quanto ipotizzato per altri comparti. Infine abbiamo chiesto al MAECI di farsi portavoce su una modifica delle regole degli aiuti di stato nel caso in cui si decidesse di concedere indennizzi.
Servono più risorse alle imprese agricole, giovani e innovazione al centro della nuova programmazione
Previsti dei fondi a parziale o totale indennizzo di danni provocati dai cosiddetti eventi catastrofali